Grazie per tutto al Presidente Damiani.

Fa piacere ormai definirci amici, ci siamo visti più volte ed è un piacere salutare tutti voi, salutare tutti gli ospiti che oggi intervengono.

Al di là del saluto, che naturalmente c`è e che non è solo formale, permettetemi però qualche piccola considerazione su ciò che insieme, grazie a voi, stiamo facendo.

In questa zona negli anni `60 e parte dei `70, lo ricorderà il Presidente Di Sante, si era creato un distretto mobiliero di prim`ordine.
Alcune realtà, tra cui quella del Presidente Di Sante, resistono ancora. Questo distretto era riuscito a dominare il settore non solo in Italia, ma direi anche nell`Europa del sud.

Poi è accaduto che qualcuno ha pensato un nuovo modo di distribuire anche i mobili e ne è nato un fenomeno, di cui non cito il nome, che nel giro di poco ha mandato in crisi il distretto manifatturiero.
I mobili che vengono distribuiti con quella nuova formula commerciale non sono più belli, più buoni o qualitativamente pregevoli, semplicemente è una formula che riesce a conquistare l`interesse dei consumatori e ciò che prima veniva ottimamente prodotto in questo distretto oggi purtroppo è prodotto altrove.

Un`altra considerazione. Sappiamo tutti cosa è successo pochi giorni fa con la quotazione di Alibaba: 200 miliardi di dollari è il valore segnato da Alibaba e cioè da una nuova formula di distribuzione.

Io non voglio insistere su questi aspetti, ma vorrei solo ricordarvi come la funzione tradizionalmente svolta dagli agenti di commercio, di fare incontrare le esigenze dei consumatori con le potenzialità dei produttori, riesce a far funzionare così bene quel sistema economico da cui, mi permetto di fare mie le splendide parole del nostro Vescovo, non deriva solo un risultato economico, ma attraverso quel risultato economico, se bene interpretato, deriva la possibilità di avere uno sviluppo culturale e sociale che è l`obiettivo ultimo a cui dobbiamo tendere. Ed io credo che riuscire a raccogliere la scommessa del cambiamento e accettare nuove sfide non vada fatto per il conto in banca, sebbene il conto in banca ci consenta poi di sviluppare quelle relazioni sociali che rendono questa vita meritevole di essere vissuta.

Ora non voglio proporre dei collegamenti solo apparentemente arditi, ma sicuramente fa piacere ribadire con voi che la possibilità di accettare queste sfide, di accettare anche la sfida che stiamo vivendo insieme con il Presidente Damiani, ecco io credo che accettare questa sfida significhi in realtà accettare la sfida di essere generosi nei confronti degli altri.

Per essere generosi con gli altri è però necessario avere qualcosa da donare e qualcosa da donare va al di là di un semplice conto in banca, qualcosa da donare è anche ritrovarsi qui nella nostra sede, o come già ci è capitato in giro per l`Italia, e insieme cercare di conquistare nuovi risultati. Lo dobbiamo a noi, ma lo dobbiamo soprattutto a coloro che dalla nostra attività dipendono nei loro successi economici e quindi nei loro successi sociali e culturali.

Io credo che per evidenziare questa sfida non ci sia nulla di meglio del simbolo che l`Associazione ha usato, lo splendido we positive, che suggerisco di regalare al nostro Vescovo, perché è una traduzione materiale di quei concetti che da 2mila anni la chiesa cattolica, e ottimamente oggi il vescovo, ci ricordano.

È con questo spirito che vi porto i saluti dell`Ateneo e riconfermo che l`Ateneo è a vostra disposizione, poiché siamo qui per far sì che quella capacità, quella potenzialità che abbiamo di trasmettere formazione e valori di cui siamo semplici intermediari siano a vostra disposizione: sarebbero nulla se non venissero vivificati dai progetti che stiamo realizzando.

Per questo vi ringrazio e per questo mi sento di dire che troverete sempre l`università di Teramo a vostra disposizione, per progetti che meritano di essere pensati, di essere realizzati e che meritano sopratutto di essere in qualche modo goduti nella raccolta dei frutti che daranno.

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