NORMA FORNERO

Lo scorso 24 luglio a seguito di regolare convocazione delle parti sociali da parte della Fondazione Enasarco ci è stato presentato e consegnato un documento, redatto di concerto dagli Uffici della Fondazione Enasarco, dagli Uffici del Ministero del Lavoro e dallo studio attuariale “Orru’” di fiducia della Fondazione, contenente le proposte di modifica all’attuale regolamento di previdenza e resesi necessarie al fine di osservare i parametri cinquantennali di equilibrio di bilancio richiesti dalla cosiddetta norma “Fornero”.
È appena il caso di sottolineare come le proposte di modifica regolamentare di cui sopra oltre che giungere in un momento economico particolarmente difficile pervengano altresì immediatamente a ridosso alle precedenti modifiche recentemente apportate e che pertanto assumano agli occhi della Categoria come un’ulteriore ed ingiustificata penalizzazione.
Ciò detto va però sottolineato che le stesse non nascono dall’esigenza di riformare il meccanismo di erogazione delle pensioni per renderlo coerente al concetto di lungimiranza e di sicurezza della nostra previdenza integrativa, quanto invece da una espressa volontà ministeriale di allungare il tradizionale arco temporale di previsione di equilibrio di bilancio da 35 a 50 anni e che, inoltre, quali ulteriori condizioni cogenti imposte dal Ministero del Lavoro, è stato espressamente richiesto che nelle ipotesi di proiezione cinquantennale non siano considerati i proventi derivanti dalla rendita del patrimonio.
Va da se che, stanti i vincoli giuridici e anche considerato che dette proiezioni vengono realizzate in un momento di piena crisi le risultanze da porre in essere per raggiungere il risultato richiesto di equilibrio cinquantennale sono decisamente “indigeste”.
Le osservazioni pervenute dall’Organizzazione sull’argomento in parola sono nel senso poc’anzi espresso e, tra tutte, la modifica più controversa risulta essere l’ulteriore elevazione a 67 anni dell’età pensionabile.
L’orientamento maturato in seno alla presidenza Usarci è pertanto quello di domandare formalmente alla Fondazione di formulare nuove proposte attuariali che, pur tenendo conto del risultato ricercato, mitighino gli effetti sull’età pensionabile anche in considerazione del fatto che per un agente di commercio è assai improvabile poter mantenere contratti di lavoro fino a 67 anni.
Di tali nostri orientamenti abbiamo fatto parte anche le organizzazioni consorelle che, seppur in un primo momento avevano espresso orientamenti assai accondiscendenti alla riforma così come proposta, sono ora propense ad assecondare la richiesta di nuove proposte che siano meno penalizzanti e soprattutto conformi alla realtà del mercato del lavoro con il quale la Categoria si confronta.
Il prossimo 12 settembre è programmata una nuova riunione delle parti sociali convocata specificamente presso la Fondazione Enasarco al fine di dibattere ed approfondire il contenuto delle nuove proposte di modifica del regolamento di previdenza, ed in quella sede il Presidente Mirizzi e il Segretario Nazionale Antonello Marzolla espliciteranno con chiarezza la posizione della nostra Federazione, orientata si a difendere e mantenere la nostra previdenza integrativa ma anche a farlo nel rispetto delle reali esigenze della Categoria.
Sarà nostra premura tenere informata l`intera Organizzazione dell’esito della riunione.

Per maggiori informazioni potete rivolgerVi presso la nostra sede.

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Lo scorso 24 luglio a seguito di regolare convocazione delle parti sociali da parte della Fondazione Enasarco ci è stato presentato e consegnato un documento, redatto di concerto dagli Uffici della Fondazione Enasarco, dagli Uffici del Ministero del Lavoro e dallo studio attuariale “Orru’” di fiducia della Fondazione, contenente le proposte di modifica all’attuale regolamento di previdenza e resesi necessarie al fine di osservare i parametri cinquantennali di equilibrio di bilancio richiesti dalla cosiddetta norma “Fornero”.
È appena il caso di sottolineare come le proposte di modifica regolamentare di cui sopra oltre che giungere in un momento economico particolarmente difficile pervengano altresì immediatamente a ridosso alle precedenti modifiche recentemente apportate e che pertanto assumano agli occhi della Categoria come un’ulteriore ed ingiustificata penalizzazione.
Ciò detto va però sottolineato che le stesse non nascono dall’esigenza di riformare il meccanismo di erogazione delle pensioni per renderlo coerente al concetto di lungimiranza e di sicurezza della nostra previdenza integrativa, quanto invece da una espressa volontà ministeriale di allungare il tradizionale arco temporale di previsione di equilibrio di bilancio da 35 a 50 anni e che, inoltre, quali ulteriori condizioni cogenti imposte dal Ministero del Lavoro, è stato espressamente richiesto che nelle ipotesi di proiezione cinquantennale non siano considerati i proventi derivanti dalla rendita del patrimonio.
Va da se che, stanti i vincoli giuridici e anche considerato che dette proiezioni vengono realizzate in un momento di piena crisi le risultanze da porre in essere per raggiungere il risultato richiesto di equilibrio cinquantennale sono decisamente “indigeste”.
Le osservazioni pervenute dall’Organizzazione sull’argomento in parola sono nel senso poc’anzi espresso e, tra tutte, la modifica più controversa risulta essere l’ulteriore elevazione a 67 anni dell’età pensionabile.
L’orientamento maturato in seno alla presidenza Usarci è pertanto quello di domandare formalmente alla Fondazione di formulare nuove proposte attuariali che, pur tenendo conto del risultato ricercato, mitighino gli effetti sull’età pensionabile anche in considerazione del fatto che per un agente di commercio è assai improvabile poter mantenere contratti di lavoro fino a 67 anni.
Di tali nostri orientamenti abbiamo fatto parte anche le organizzazioni consorelle che, seppur in un primo momento avevano espresso orientamenti assai accondiscendenti alla riforma così come proposta, sono ora propense ad assecondare la richiesta di nuove proposte che siano meno penalizzanti e soprattutto conformi alla realtà del mercato del lavoro con il quale la Categoria si confronta.
Il prossimo 12 settembre è programmata una nuova riunione delle parti sociali convocata specificamente presso la Fondazione Enasarco al fine di dibattere ed approfondire il contenuto delle nuove proposte di modifica del regolamento di previdenza, ed in quella sede il Presidente Mirizzi e il Segretario Nazionale Antonello Marzolla espliciteranno con chiarezza la posizione della nostra Federazione, orientata si a difendere e mantenere la nostra previdenza integrativa ma anche a farlo nel rispetto delle reali esigenze della Categoria.
Sarà nostra premura tenere informata l`intera Organizzazione dell’esito della riunione.

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