Cari amici,

in qualità di Delegato dell’Assemblea Enasarco, desidero informavi che l’Assemblea, in data 30 giugno, ha approvato il bilancio consuntivo Enasarco 2019 – chiuso con un avanzo economico pari a 233 milioni di euro. Mentre il patrimonio complessivo della Fondazione cresce ed arriva a quota 7,8 miliardi.

Tutti in miglioramento i saldi di bilancio principali, in particolare sono positivi i risultati conseguiti nella gestione istituzionale con un saldo complessivo di +188 milioni, a fronte dell’avanzo di +170 milioni del 2018 e di quello del bilancio tecnico 2017 previsto in +188 milioni.

L’Assemblea ha anche approvato l’incremento dello stanziamento straordinario pari a 2 milioni di cui all’art. 32 del regolamento attività istituzionali e per un ulteriore intervento economico straordinario di 16 milioni di euro per gli iscritti a causa delle conseguenze economiche negative della pandemia covid-19, portando il fondo a 26,4 milioni di euro.

L’ente Enasarco si conferma solido, anche alla prova della crisi. Vanno però fatte alcune considerazioni.

Pur condividendo la scelta del CDA, non sono d’accordo con la destinazione dell’intero ammontare alle erogazioni straordinarie. Esistono anche altre aree ed altri campi da sostenere e valorizzare per il futuro della categoria. Uno di questi è senz’altro la formazione, che l’articolo 2 dello Statuto Enasarco inserisce tra gli scopi istituzionali quando specifica che la Fondazione provvede senza fini di lucro (…) alla formazione e alla qualificazione professionale (…) in favore degli iscritti».

La cosa più semplice e più facile è dare soldi a fondo perduto a tutti. Dai dati in nostro possesso si evince che il 25% dei nostri iscritti abbandona l’attività nei primi 5 anni e il nostro regolamento per le erogazioni straordinarie rischia di finanziare proprio questi agenti che si disiscrivono nei primi 5 anni. Questi interventi determineranno sicuramente un impatto finanziario negativo sul bilancio della Fondazione, anche il collegio dei sindaci ce lo segnala, aggiungendo che bisogna in particolare monitorare l’andamento della base demografica degli iscritti.

Vi rammento che dai dati di bilancio del 2004, gli iscritti attivi ammontavano a 275.753 mentre dai dati di bilancio consuntivo 2019 ammontano a 221.975. In 15 anni abbiamo avuto disiscritti per 53.778.

Per prestazioni di vecchiaia invalidità e superstite eravamo nel 2014 a 111.658 ed a 129.629 nel 2019: in 15 anni 17.971 pensioni in più.

Questi dati dimostrano proprio una miopia organizzativa della governance degli ultimi quindici anni che, come in questo caso, si limita soltanto a destinare l’intero importo a fondo perduto all’erogazione straordinaria mentre esistono anche altri campi da sostenere per qualificare e tutelare la categoria ma soprattutto bloccare questa emorragia specialmente nell’ultimo anno, in cui abbiamo avuto disiscritti per oltre 7.000 agenti. Se prosegue questo andamento, nei prossimi 10 anni ci ritroveremo con altri 70.000 disiscritti e con 150.000 iscritti attivi e 150.000 pensioni: una situazione insostenibile che porterebbe la fondazione al collasso e all’accorpamento con l’INPS, lasciando la categoria alla precarietà.

Eppure, non solo il Trattato di Lisbona dell’Unione Europea ci dice che la conoscenza sarà uno degli elementi strategici del futuro prossimo futuro, ma anche l’ISTAT ci segnala che c’è difficolta di reperimento degli agenti di commercio non solo per mancanza di candidati ma principalmente per una preparazione inadeguata che, ad esempio, in Emilia-Romagna corrisponde al 76.6% percento, in Lombardia al 34%, in Abruzzo 76.9% per una media nazionale pari al 29.8%.

Sono convinto che il futuro della categoria è nella formazione continua e non nell’assistenzialismo.

 

Dott. Franco Damiani
Delegato Assemblea Enasarco
Presidente ATSC
Tutor di facoltà per la Coorte ATSC

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